La Medicina Tradizionale Cinese ci offre una visione profonda sulle emozioni che, se non conosciute, possono influenzare negativamente la nostra salute.
Un vecchio detto cinese afferma:
“Ogni emozione è un’ombra del qì, e solo la luce dell’equilibrio può dissolverla”.
La gioia come può essere causa di malattia…l’avreste mai detto?
In realtà non si parla di quella sensazione di positività benefica per il nostro organismo, ma si parla di un eccessiva eccitazione mentale, smodato desiderio e bramosia.
La bramosia vissuta in modo sano ci porta alla conquista dei nostri desideri ma se non bilanciata ci porta ad abbandonare o disprezzare quello che abbiamo già facendoci vivere perennemente in una situazione di insoddisfazione. Alcuni pensano che sia l’unica forza motrice, senza di essa non si sarebbero potuti raggiungere obbiettivi e miglioramenti.
I monaci buddisti, invece, dicono che il sia una delle principali piaghe dell’essere umano. Esso è manifestazione dell’ego che per sua natura ha una soddisfazione superficiale e limitata nel tempo portando a un ciclo senza fine di continua frustrazione.
Nel mio libro “SHEN – Libretto d’istruzioni” ho sviluppato un intero capitolo sul desiderio. Se sei curioso lo trovi a questo link.
Un esempio pratico gioia eccessiva nella vita quotidiana? L’innamoramento, che direi è l’esatto contrario dell’amare (mi fermo qui per non andare di nuovo fuori tema). Tutti siamo stati innamorati e tutti ci ricordiamo quanto non riusciamo più a vedere in modo lucido e a comportarci con una certa “dignità” .
E guarda caso per la MTC la gioia eccessiva dissipa il qi cioè non si riesce a raccoglierlo e a concentrarlo. Se protratto nel tempo impatta sul cuore, agitando il fuoco, lo shen viene sovra-stimolato e si possono avere segni e sintomi come l’insonnia, palpitazioni, punta della lingua rossa, logorrea e irrequietezza.
Oltre allo stato “cronico” la gioia in eccesso e improvvisa può causare effetti simili allo shock. Ad esempio: quando vincerò qualche milione di euro al gratta&vinci (che non gioco - il gioco d’azzardo, oltre ad essere una tassa volontaria è una malattia: ATTENZIONE) è molto probabile che farò un infarto. Questo fatto lega la gioia al cuore e conferma la “pericolosità” di questa emozione.
Una delle domande più utili da farsi è: da dove nasce la paura?
Di paure ne esistono tante: c’è quella di volare, di parlare in pubblico, di essere da soli o di essere giudicati e magari scartati, la paura di essere abbandonati e quella di non piacere, della morte… e più ne ha e più ne metta.
La paura serve a farci sopravvivere, senza di essa ci butteremo a capofitto in situazioni dove la nostra salute o addirittura la nostra vita sarebbe in pericolo.
Ma diventa un problema quando essa impedisce lo scorrere della vita e viene vissuta fuori contesto.
CONOSCIAMO QUESTA EMOZIONE
La paura svuota il qi dei reni facendolo scendere, ed è questo il motivo per cui si possono avere attacchi di diarrea. Nei bambini l’enuresi notturna (rilascio involontario di urina di notte) può essere causato da un grande spavento non bene elaborato o da un senso di insicurezza legato all'ambiente familiare. Inoltre si può manifestare anche come preoccupazione, timore e ansia, fino agli attacchi di panico impattando in modo diverso sul qi e gli organi.
ANSIA
Si dice che la paura danneggia i Reni e fa scendere il Qi.
"Ansia" non corrisponde solo a "paura", in Medicina Cinese corrisponde anche a "preoccupazione" e "malinconia ".
Il Su Wen [antico e autorevole testo] dice: "la paura conduce alla perdita del Jing che determina l'ostruzione della parte superiore del Riscaldatore Superiore [torace], quando questo è ostruito il Qi non può tornare [ad esso] e ciò provoca la dilatazione [sensaz. di distensione] del Riscaldatore Inferiore [basso addome], questo è il motivo per cui si dice che il Qi affonda."
Questa affermazione trova spesso riscontro nella pratica, perchè molte persone che soffrono d'ansia hanno il respiro bloccato nel torace. Pratiche come il qi gong, ma anche semplicemente esercizi di respirazione, facilitano la discesa del qi migliorando lo stato d'ansia.
Anche lo stato del sangue può influenzare questo aspetto, soprattutto per le donne. Per questo nutrirsi bene e cercare di avere un corretto equilibrio del ciclo mestruale è molto importante.
La paura può farci reagire in tre modi: ci fa attaccare (con l’utilizzo della rabbia), ci blocca o ci fa fuggire.
Succede così: quando ci immaginiamo in una situazione la mente proietta come potrà andare finire. Certo mica lo fa a caso ma fa le sue elaborazioni in base alle esperienze pregresse. Infatti dovete pensare che spesso le paure si formano nelle menti di quando siamo bambini dove non abbiamo le stesse capacità di elaborazione di un adulto.
Il problema è che la mente tende a generalizzare per cui spesso si attiva in situazioni che potrebbero non andare nel modo in cui pensiamo, anche perché ora siamo diventati grandi.
ESISTE UNA SOLUZIONE!
Questo stato emotivo, proprio per la sua delicatezza, va rispettato ma la bella notizia è che possiamo affrontarlo in modo sereno: che sia la paura del terremoto o di qualsiasi altra cosa. Per riuscire dobbiamo scoprire chi siamo veramente all’interno di quella situazione.
Per superare una paura l’unico modo è di cimentarsi con coraggio, forza e impegno all'interno della situazione che la genera, sarà la sperimentazione diretta che la farà sciogliere. Dobbiamo obbligarci (a volte quasi violentarci) a cimentarci nella “prova”. Se aspettiamo che la paura svanisca da sola o che ci nasca dall’interno la voglia di sperimentare quella determinata situazione aspetteremo per sempre. Questo per il semplice fatto che la paura ci fornirà infinite scuse per non andare a tiro di quella determinata situazione.
Attenzione però a come e con chi sperimentare. Se ci si immerge nella situazione di paura, e questa genera un’ondata troppo forte, serve qualcuno vicino a noi in grado di riportarci alla realtà e di accoglierci nel momento della disperazione. Questo, almeno, finché la consapevolezza non raggiunge un grado abbastanza forte.
Vi e mi invito ad avere coraggio e fiducia: Non c’è nessun pericolo, è solo la mente che ci sta ingannando. La paura va accolta e affrontata serenamente e amorevolmente, allora si dissolve. Per avere fede dobbiamo fare noi per primi un atto di fede…
Le nostre paure le abbiamo create noi
RABBIA
Il nostro “cavallo imbizzarrito” chiamato rabbia, con le sue sfumature come: frustrazione, collera, irritabilità.
Emozione utile ma difficile da capire e utilizzare. E’ in grado di generare una sferzata di energia fuori dal comune, in medicina cinese si dice che la rabbia fa salire il qi ed è questo il motivo cui avremmo tanti segni e sintomi verso la testa: viso e/o occhi rossi, bocca secca, cefalea, rigidità dei trapezi, acufeni, ecc..
Chi di voi quando gli “parte l’embolo” non ha mai avuto la sensazione di vampata verso la testa?
E’ proprio la sensazione di qi che sale.
Oltre colpire la testa può colpire tutti gli organi come stomaco, intestini, utero, milza, cuore, vescica e qui dipende da quale organo abbiamo già indebolito oppure quando proviamo l’evento rabbia. Per fare un esempio pratico: se ci arrabbiamo durante i pasti, essa colpirà lo stomaco, oppure può essere che il nostro stomaco è già sofferente per una cattiva alimentazione ed allora l’emozione lo colpirà più facilmente.
Tre possibili risvolti di mal gestione di questa forte emozione: espressione troppo forte, repressione o inespressione.
1. Il “ling shu jing” dice: “la rabbia provoca confusione mentale” così nel primo caso scarichiamo la rabbia contro la persona che ci ha fatto arrabbiare in modo impulsivo e non controllato pentendoci poi di parole e gesti provocando vergogna, pentimento, sensi di colpa (e quant’altro) con il risultato che potrebbe portare a una nuova formazione di frustrazione, amarezza, tristezza, ecc…
Secondo la MTC questo è la manifestazione dello yang di fegato che scappa verso l’altro.
2. Nel secondo caso s’indirizza la rabbia verso noi stessi con tipici atteggiamenti auto-lesionistici e non parlo solo fisici ma anche mentali. Anche in questo caso frustrazione e insoddisfazione saranno nostri compagni di merende.
3. La terza possibilità è quella di non esprimerla affatto, s’intende che è una situazione temporanea e un “finto” controllo perché è inevitabile che prima o poi esploda con danni ancora più devastanti. Anzi solitamente viviamo in questo stato per poi avere picchi ingestibili. Sembra che nell’esplosione di rabbia stiamo meglio ma con un po’ di attenzione ci accorgiamo che poco dopo già iniziamo a ricaricarci come una pentola a pressione per il meccanismo scritto sopra. In questo caso, secondo la MTC, si va incontro ad una stasi di qi che se trattenuto per troppo tempo porta appunto alla formazione di fuoco, liberazione improvvisa dello yang o di stasi del sangue.
Ma la rabbia è davvero l’emozione originale che proviamo?
Secondo me no, mi piace definirla come il guardiano che vuole difenderci, ci difende dal sentire quell’emozioni così profonde di disperazione, paura, tristezza e afflizione. Essendo il nostro “guardiano” è giusto che si attivi con estremo furore per proteggerci da un attacco, ma intendo un attacco fisico e con risvolti nefasti per noi. Ora non credo che il vostro capo (per fare un esempio a caso) vi minacci di morte armato quando deve parlare.
ATTENZIONE: non sto giustificando le teste di c…o ma purtroppo noi abbiamo solo facoltà di agire su noi stessi.
Escluso i casi di vero e imminente pericolo, è meglio puntare a riuscire a esprimere se stessi senza ferire nessuno (se stessi in primis e gli altri).
Per cui è consigliato trovare una strategia utile per cercare di sbollire l’esplosione: magari una telefonata ad un amico o un po’ di attività fisica (attenzione però all’auto-lesionismo, non dovete uccidervi di corsa o di flessioni).
Una volta che l’energia della rabbia sarà dissolta cercate di esprimere solo i vostri sentimenti più autentici, ad esempio: in questa situazione mi sono sentito in questo modo.
Questo modalità, a mio avviso, vi porterà consapevolezza sulle vostre paure, tristezze ed emozioni più profonde e recondite, inoltre permetterà al vostro interlocutore di vedervi non come una minaccia e quindi di essere in condizione di avere un dialogo costruttivo e non distruttivo.
Per liberarsi dalle sofferenze (paure, tristezze, ecc…) si deve passare dalla consapevolezza della sofferenza (non piacevole da fare), per poi accettare e infine trasformare. In questo modo e solo in questo modo, abbiamo la possibilità di crescere e di liberarci affinché tutte le nostre emozioni emergono nella corretta situazione e intensità, così noi possiamo vivere più serenamente = più salute, più energie, più tempo libero e possibilità di goderci al meglio la vita.
E’ una cosa che è successa e succede a tutti…il Rimuginare è il pensiero ripetitivo su un evento o una situazione. Spesso ci si trova a pensare miliardi di possibili scenari ed elaborare possibili soluzioni, se l’evento si trova nel futuro, o a cosa avremmo potuto fare, se l’evento è nel passato.
Succede che ad ogni soluzione pensata la si reputi insufficiente e così si cercano altre soluzioni all’infinito.
Pensare a un problema per cercare una soluzione è uno strumento utile ed è un corretto utilizzo della mente e dello YI che ricordo è conservato nella milza. Qui il link per approfondire.
PER LA MEDICINA TRADIZIONALE CINESE?
Il rimuginare annoda il qi e i sintomi dipenderanno da quale organo e sua funzione viene colpito.
Se colpisce la Milza si avrà difficoltà nello studiare e memorizzare perché disturba lo YI, si potrebbe avere sensazione di gonfiore all’addome o allo stomaco, scarso appetito, stanchezza e feci non formate.
Se vengono colpiti i polmoni si avranno segni di disagio del torace, tensione alle spalle, un respiro corto e superficiale e una voce debole
Se invece viene colpito il cuore si avrà palpitazioni e sicuramente insonnia (rimango sveglio perché ci continuo a pensare anche di notte) o sogni.
Attenzione però, gestire una quantità enorme di pensieri richiede un consumo di qi fuori comune (senza contare che se il qi si annoda diventa più difficile produrre qi), per cui dopo breve tempo ci potrebbe ritrovare in una condizione di qi annodato, e dunque in stasi, con un deficit di qi. Qi in deficit e milza colpita facilita la formazione di umidità che blocca ulteriormente il qi.
QUANDO DIVENTA UN PROBLEMA?
Il problema nasce quando tutte le risorse mentali finiscono costantemente lì togliendo lo spazio a qualsiasi altro tipo di pensiero come potrebbe essere anche un semplice dialogo con un’altra persona. Praticamente si è sempre disancorati dal “qui e ora” (il presente).
RIMUGINARE E’ UNA STRATEGIA CHE FUNZIONA?
Il rimuginio sembra una strategia efficace perché attenua sensazioni di ansia e quindi di paura. Immaginate una stanza piena di persone che fanno casino mentre c’è un bambino che piange, il bambino non si sentirà. Ecco, il bambino è la paura (ansia) o la tristezza mentre le persone che fanno casino sono i rumori del pensiero dati dal rimuginare. Praticamente ci fa distrarre dal sentire alcune cose e nel contempo abbiamo la sensazione di avere il controllo sul problema perché lo stiamo affrontando pensandoci.
Ma è una pura illusione perché la soluzione non arriva mai e viene impedito di lavorare sulla emozione primaria che probabilmente saranno paura e tristezza.
COSA SI PUO’ FARE?
L’energia mentale positiva del rimuginio è la contemplazione e la meditazione. La meditazione è un valido strumento per imparare a conoscere la mente e l’emozioni.
Esistono tecniche psicoterapiche che possono aiutare a “spezzare” il loop mentale ma qui vi rimando ai vari specialisti del settore.
Fermare il rimuginio e quindi il rumore nella nostra mente farà emergere l’emozione primaria (paure e tristezze), purtroppo non ci sono molte strade e se si vuole crescere e superarle bisognerà affrontare queste bestie nere, scoprendo che probabilmente non sono bestie e non sono neppure nere, ma qui mi fermo per non andare fuori tema.
La tristezza è un'emozione che tutti noi sperimentiamo nel corso della vita. Nella Medicina Tradizionale Cinese (MTC), questa emozione viene trattata con particolare attenzione, poiché può influenzare profondamente l'equilibrio del qì del corpo, impattando sulla salute fisica e mentale.
Un antico detto cinese recita: “La tristezza prosciuga il qì come il vento d’autunno disperde le foglie.”
Quando siamo tristi, il qì tende a dissiparsi e a consumarsi. La tristezza non elaborata può portare anche ad una condizione di stasi del qì, un blocco che impedisce la sua naturale e libera circolazione. Questo blocco può avere ripercussioni non solo sui polmoni (organi collegati direttamente alla tristezza), ma anche su altri organi, come ad esempio, il cuore.
Un altro aforisma cinese recita: “Il cuore è il sovrano di tutti gli organi, se il sovrano è triste, il regno cade in disordine.”
Come accennato, la tristezza ha il potenziale di portare a un deficit di qì. Questo accade perché è un'emozione che consuma molta energia mentale ed emotiva e porta facilmente ad esaurire le riserve di qì del corpo. Un deficit di qì indebolisce il corpo, rendendolo più vulnerabile alle malattie.
La tristezza, può non essere solo un'emozione passeggera, ma un fattore che, se non gestito correttamente, può avere un impatto significativo sulla salute complessiva.
Un qì debole può anche favorire la comparsa di umidità interna, un altro fattore patologico che aggrava la condizione di stasi.
Un antico detto riflette questa idea: “Quando il qi è in deficit, la tristezza apre le porte all’umidità, e la terra fertile diventa palude.”
Quando l'umidità si accumula, essa blocca ulteriormente il flusso del qi, creando un ciclo di deterioramento fisico che è difficile da interrompere. Questa condizione può manifestarsi con sintomi come sensazione di pesantezza, gonfiore addominale, mancanza di appetito e feci non formate, che sono tutti segni di un sistema energetico compromesso.
COME GESTIRE LA TRISTEZZA
Per trattare la tristezza, la MTC raccomanda tecniche volte a ripristinare il flusso armonioso del qì nei polmoni e nel corpo intero. Pratiche come la meditazione, la respirazione consapevole possono essere utili per riequilibrare l'energia e alleviare i sintomi associati alla tristezza.
Un proverbio della medicina cinese dice: “L’armonia del qi è il cielo sereno del cuore.”
In questo senso, la meditazione e le altre tecniche mirano a ristabilire questo "cielo sereno", dissolvendo i blocchi che la tristezza ha creato.
Francesco Bozzeda
Medicina Tradizionale Cinese
Specialista in TūiNá
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